Salta al contenuto

Progetti

In questo spazio sono riportati i progetti innovativi pubblicati negli anni sul sito istituzionale.

Alcuni sono diventati realtà (Casa Cavazzini, Palazzo Giacomelli, nuova viabilità di piazzale Cella e la nuova piazza XX Settembre) altri si sono trasformati in progetti ben radicati nella vita cittadine (A scuola ci andiamo a piedi e l’immagine coordinata).

Il Piano marketing urbano ha posto le basi per la creazione del Centro Commerciale Naturale, Udin e conte e Ud.info per la realizzazione di Udinè – il giornale online dell’Amministrazione Comunale e l'attivazione dello Sportello della lingua friulana.

Progetti archiviati (in ordine alfabetico):

A scuola andiamo a piedi, in bici, in bus in compagnia della mascotte Topo Topazio.

L'Amministrazione Comunale per alcuni anni ha aderito al progetto "A scuola ci andiamo a piedi", nato in seno al Progetto O.M.S. Città Sane nel 1997 e rivolto a tutti i bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie cittadine.

Dal 2001 il progetto è condiviso da Agenda 21, per le aree e i temi di propria competenza.

Dopo la fase sperimentale dei percorsi casa-scuola e l'adesione alla "Giornata Internazionale dell'andare a scuola a piedi", con il coinvolgimento di insegnanti e genitori impegnati nelle attività di individuazione dei percorsi, di vigilanza e accompagnamento dei bambini, si è pensato di coinvolgere, valorizzare e motivare i bambini stessi, perché diventino attori consapevoli e cittadini sensibili all'importanza della mobilità sostenibile. E' stato quindi bandito un concorso rivolto alle classi delle scuole elementari di Udine che ha premiato quelle che, alla scadenza, hanno totalizzato il maggior numero di bambini che andati a scuola a piedi, in bici o in bus.

Il progetto si è trasformato in Pedibus, un servizio strutturato di accompagnamento casa-scuola dei bambini.
A giugno 2004 a Casa Cavazzini, è partito il restauro dell'edificio sede della nuova Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea e della Collezione Astaldi.

Il restauro rivoluziona l'offerta culturale udinese perché pone la Galleria nel cuore della città e quindi più facilmente fruibile da turisti e cittadini. Oltre agli spazi museali vengono create aree dedicate a esposizioni temporanee, incontri e presentazioni.
La progettazione è stata curata dall'architetto Gae Aulenti.

 

Nel 2006 il Comune di Udine ha rinnovato la propria identità visiva creando il nuovo logo della città (il logotipo, per usare il termine tecnico) con lo scopo di razionalizzare tutti i suoi processi di comunicazione e di rendere immediatamente identificabili le iniziative e manifestazioni organizzate dall'Ente, offrendo un'immagine dell'Amministrazione univoca e sempre riconoscibile.

Il progetto di studio del nuovo logo si è sviluppato in diverse fasi e ha coinvolto diversi settori del Comune, che hanno collaborato per superare le differenze di immagine che nel tempo erano venute a crearsi e che hanno fornito il loro contributo fornendo informazioni, documentazione, esprimendo esigenze e pareri.

Per la qualità dei suoi contenuti, il progetto del nuovo logo ha ricevuto il Premio Qualità 2006 al "COM-PA Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino e alle Imprese" con la motivazione di essere un progetto "capace di coniugare simboli del passato e proiezione verso l'innovazione".

Lo studio del logo: interpretando le linee guida fornite alla conclusione della prima fase di lavoro del progetto, è stato elaborato il progetto grafico del nuovo logo, realizzato dal prof. Guido Muneratto, architetto e docente di visual design dell'Università di Udine.

La rappresentazione grafica esprime nella prima parte del nome udin la lingua, la cultura e le tradizioni friulane, unite da un forte legame con il passato; l'ultima lettera, la e, si configura come elemento dinamico, che si muove verso una nuova realtà, verso un rinnovato modo di intendere Udine. Il movimento, rappresentato sia dal diverso colore, che dalla rotazione che la lettera sta compiendo, è una sorta di proiezione verso il futuro, ma anche verso l'Est, la nuova Europa e le nuove opportunità che essa aprirà.
Il logo esprime quindi una dualità positiva e propositiva, che crea una rinnovata identità senza però dimenticare la tradizione e tutto ciò che è stato.
Anche l'angelo, che pur rappresenta il più tradizionale simbolo di Udine, in questo contesto si arricchisce di modernità, perchè con la mano indica la lettera e, il futuro e la nuova Europa.

La scelta di utilizzare unicamente il bianco, il nero e una variante di grigio è legata ai colori istituzionali del Comune, definiti dallo Statuto Comunale e presenti anche nello stemma araldico.

L'Amministrazione comunale ha organizzato (febbraio 2016) nuovi corsi gratuiti di alfabetizzazione informatica dedicati a chi non ha mai utilizzato un computer e non ha alcuna base informatica: Internet quotidiano capire come la tecnologia aiuta i cittadini nelle attività di ogni giorno.

Gli incontri aiutano a orientarsi nella conoscenza dei principali browser e dei siti più conosciuti, nei problemi inerenti la sicurezza informatica, nell’utilizzo delle piene opportunità offerte dai siti "utili", ma anche come navigare "in mobilità", aprire un account di posta elettronica o la navigazione sui social network.

Tutte le lezioni sono tenute da personale interno all'amministrazione.

L'area dell'attuale piazza XX Settembre nel 1700 era occupata dalle case dei Torriani, confiscate dal governo Veneto e demolite. Nel 1797 - caduto il governo Veneto - i Torriani ottennero la restituzione del fondo, che fu adibito a mercato dei polli, del pesce e di altre merceologie, finché fu venduta alla famiglia Antivari che, nel 1864, lo cedette alla famiglia Angeli dalla quale il Comune l'acquistò nel 1868.
La piazza - livellata e selciata - fu destinata al mercato delle granaglie. Queste notizie spiegano come questa località sia stata chiamata Plazze Torriane, dal Fisc, di S. Barbare, dai grans. Il nome attuale è stato approvato con deliberazione consigliare 7 settembre 1895 (G.B. Della Porta) e ricorda l'entrata in Roma delle truppe italiane il 20 settembre 1870.

La pedonalizzazione
La piazza è stata destinata a parcheggio fino al 2008, quando l'amministrazione comunale ha iniziato la progettazione dei lavori di pedonalizzazione del centro storico: la nuova piazza è stata inaugurata il 23 dicembre 2010.

I lavori sono terminati con la sistemazione completa della pavimentazione, il risanamento del sottofondo, la creazione di sottostrutture per gli scarichi delle acque. La sistemazione delle lastre in pietra è stata differenziata: i masselli e le lastre in pietra dei bordi sono state restaurate, mentre nella zona centrale, dove si prevede un deterioramento per l'ingresso dei mezzi pesanti, le lastre di pietra presenti - con spessore di circa 5-8 cm - sono state sostituite con altre identiche per tipo di materiale e dimensione, ma di spessore di circa 15 centimetri posato su un letto di sabbia.

I ritrovamenti archeologici rinvenuti durante i lavori sono stati documentati con appositi rilievi e protetti con geo-tessuto: tutti gli interventi sono stati eseguiti con la supervisione della Soprintendenza archeologica.

La Vera da Pozzo - nel lato nord della piazza - è stata stuccata e restaurata, per restituirla alla città in tutta la sua bellezza cromatica originale data dal marmo bianco-rosato di matrice veneta. Un trattamento di restauro realizzato con olio di lino cotto è stato riservato anche alla cimasa (ornamento superiore) che sovrasta la Vera da Pozzo, poi ritinteggiata nel colore originale.

I nuovi servizi
A piazza XX Settembre viene restituito il ruolo di area mercatale. Per sei giorni alla settimana la piazza ospita diverse tipologie di mercato, da quello tradizionale a quello del riciclo e del riuso, fino a farmer market realizzato in collaborazione con la Coldiretti.
Attrezzata con panchine, la piazza diventa spazio di socializzazione, grazie al servizio di bookcrossing: contenitori per lo scambio dei libri e la lettura. 
La piazza è stata la prima area dotata di un servizio di connessione WiFi gratuito.
All'esterno del plateatico è stato installato un totem informativo dove trovare informazioni su Udine e sugli eventi cittadini.

Il progetto di restauro di Palazzo Giacomelli - sede del Museo Etnografico del Friuli - è diviso in 2 lotti.

1° lotto
da maggio 2004 a dicembre 2005:

  • recupero statico-funzionale sulle fondazioni, sui solai e sulla copertura e sulle strutture portanti verticali.

2° lotto
da agosto 2005 a dicembre 2007:

  • restauro e straordinaria manutenzione per l'adeguamento alle norme di sicurezza;
  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • interventi attinenti le opere di finitura interna ed esterna degli ambienti destinati ad esposizione museale.

La valorizzazione e la riqualificazione del tessuto urbano e delle aree contermini costituisce una delle priorità dell'Amministrazione comunale udinese che ha siglato il 6 settembre 2005 un protocollo di collaborazione - con la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Udine, la Provincia di Udine, l'Università degli studi di Udine, l'A.I.A.T. di Udine, il Consorzio Friuli Turismo e la Terziaria C.A.T. Udine S.r.l. - indirizzato inizialmente alla predisposizione del Piano di Marketing urbano per la città di Udine.

Fare un Piano di marketing urbano significa analizzare le caratteristiche dell'offerta commerciale e dei servizi, l'attrattività dell'ambiente urbano, le abitudini d'acquisto dei consumatori, la domanda latente dei residenti e dei turisti, al fine di individuare i punti di forza, ma soprattutto i punti di debolezza del centro città.

L'obiettivo è di trovare nuove soluzioni per vivacizzare il settore culturale, turistico, delle attività commerciali ed economiche, nonché per programmare gli interventi di completamento/ampliamento delle aree pedonali, arredo urbano, verde, aree di sosta, indirizzando secondo una logica comune le azioni di tutti coloro che esplicano un ruolo attivo su tali tematiche.

La redazione del Piano è stata affidata al raggruppamento di imprese Sincron Polis srl di Modena - Sincron Inova srl di Modena, ditte che possono vantare una consolidata e nutrita esperienza in materia di marketing urbano, secondo quelle che sono le più moderne ed avanzate tecniche di marketing territoriale operativo oggi disponibili a livello nazionale ed internazionale.

Dopo una fase di analisi del territorio - mediante interviste telefoniche a circa 1.200 nuclei familiari di Udine e dei Comuni del bacino - per verificare la percezione e la fruizione del centro storico, seguite da circa 340 interviste sul campo, a campione, ai frequentatori dell'area urbana, per accertare la provenienza, le ragioni della loro presenza, i comportamenti e gli atteggiamenti di fruizione del centro urbano; a seguire sono stati intervistati a campione 100 operatori economici del centro storico, terminata con il censimento delle attività del centro storico (comprese entro i viali), volto a mappare le attività commerciali, di somministrazione, artigianali e di servizi allo scopo di verificarne la distribuzione sul territorio, il livello di omogeneità, le eventuali carenze.

Al censimento si è accompagnata la georeferenziazione della porzione di centro storico compresa tra via Crispi, via Gorghi, via Piave, piazza I Maggio, via Portanuova, via Mazzini, via Cosattini, via Zanon, via del Gelso, oltre a via Aquileia e via Poscolle; per georeferenziazione si intende l'abbinamento tra un'attività commerciale, di somministrazione, artigianale, etc con il numero civico del locale in cui è ospitata.

Questi dati sono riportati su una cartografia che fornisce un quadro immediato del posizionamento delle varie attività, offrendo all'Amministrazione uno strumento essenziale nella scelta delle future strategie di marketing urbano.

Nel 2004 sono stati realizzati lavori di risistemazione di piazzale Cella, necessari non solo per fluidificare il traffico in quest'area, ma anche per razionalizzare la viabilità verso i nuovi uffici regionali di via Volturno.

Il progetto "CEC5-Demonstration of energy efficiency and utilisation of renewable energy sources through public buildings" è un progetto europeo finalizzato a definire uno schema certificativo condiviso per la valutazione energetico-ambientale di edifici pubblici.

Il Comune di Udine, insieme ad altri 12 partner europei, è risultato beneficiario di un contributo di € 445.900 per la realizzazione di una serie di attività nell'ambito del progetto CEC5 che rientra nel programma di cooperazione transnazionale "Central Europe" 2007-2013 volto a finanziare progetti strategicamente rilevanti a livello europeo in grado di diffondere e mostrare soluzioni innovative nell'utilizzo di fonti sostenibili e per il miglioramento del rendimento energetico negli edifici pubblici.

Consulta il sito europeo

L'Assessorato all'Innovazione del Comune di Udine ha iniziato a sviluppare uno studio per l'osservazione di alcune dimensioni del benessere della cittadinanza.

FIL GUd - Felicità  Interna Lorda della Gente di Udine è il primo progetto realizzato.

Il progetto prevedeva la somministrazione di un questionario agli alunni delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado (Bellavitis, Ellero, Fermi, Manzoni, Marconi, Tiepolo e Valussi) e alle loro famiglie, al fine di rilevare alcuni elementi di natura soggettiva del benessere sociale.

Il questionario è stato proposto tra febbraio e marzo 2014.
Sono disponibili i primi risultati emersi dall'elaborazione dei dati desunti dai questionari compilati.

ROMA-NET. Integration of Roma population è un progetto comunitario che si inserisce nel quadro del Programma URBACT II che stabilisce un programma di scambi transnazionali e di attività locali, al fine di facilitare l'apprendimento, il confronto, la trasferibilità di politiche, programmi e buone prassi sul tema dell'integrazione della popolazione Rom.

Le città partner del progetto  sono impegnate nell'affrontare l'esclusione della popolazione Rom, che si manifesta in termini di povertà, discriminazione, disoccupazione o lavoro irregolare, dipendenza dall'assistenza pubblica, scarso livello di istruzione e di salute, situazioni abitative inadeguate o illegali.

L'obiettivo del partenariato è di sostenere le città partner nello sviluppo di un Piano di Azione Locale per migliorare l'accesso ai servizi, in particolare a quelli che mirano all'inclusione socio-lavorativa dei giovani Rom.

I beneficiari del progetto sono, direttamente, le comunità Rom presenti sul territorio delle città partner, in particolare i giovani adulti e le loro famiglie, e, indirettamente, gli Enti e le Associazioni/Organizzazioni che operano a beneficio della popolazione Rom.
La lingua di lavoro del progetto è l'inglese.

Il progetto ROMA-NET:

  • le fasi del progetto (preparatoria da dicembre 2009 a giugno 2010 e realizzazione da luglio 2010 a gennaio 2013);
  • la rete progettuale;
  • le tematiche, le azioni e la metodologia.

Con il progetto SIGEA - UDINE SUD, i soggetti promotori hanno posto le basi per la costruzione di un Sistema Integrato di GEstione Ambientale (S.I.GE.A.) per la Zona Industriale Udinese e le aree limitrofe, tramite il quale si possano monitorare, valutare e gestire le possibili ricadute delle attività produttive sul contesto urbano circostante.
L'obiettivo principale è quello di costruire a partire dalla zona industriale a sud di Udine, caratterizzata da una forte differenziazione delle imprese sia rispetto alla dimensione che al tipo di produzione, un sistema di gestione ambientale che valuti le possibili ricadute di attività ad alto potenziale inquinante anche sull'area urbana circostante.
Il fattore innovativo del progetto è l'approccio strategico nei confronti dell'attivazione, di una gestione sostenibile per la zona che coinvolga non solamente le imprese produttive, ma anche i comuni contermini e soprattutto i cittadini in un processo di partecipazione attiva, per agire non solamente sulla dimensione economica del contesto (le attività produttive), ma anche su quella più propriamente istituzionale (amministrazioni comunali) e sociale (la popolazione).

Partner del progetto: Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Friuli Centrale, Comune di Pavia di Udine e Comune di Pozzuolo del Friuli.

URBAL è un programma della Commissione Europea che si propone di mettere in atto degli interventi di cooperazione fra città ed enti locali dell'Europa e dell'America Latina. La cooperazione è finalizzata all'individuazione e alla sperimentazione di nuove modalità di gestione delle comunità urbane. Il programma prende in considerazione diversi ambiti settoriali e si propone di realizzare degli scambi di esperienze di mutuo vantaggio fra città dell'America Latina e dell'Europa.

Il programma URBAL prevede 14 ambiti tematici differenti . In particolare, l'ambito tematico n. 9 riguarda lo sviluppo di sistemi di gestione della finanza locale attraverso lo strumento del bilancio partecipativo. Ogni ambito tematico prevede l'attivazione di una rete tematica (network) cui ogni municipalità deve aderire per poter presentare le proprie proposte progettuali. Ogni rete tematica è coordinata da un Municipio Capofila. La rete tematica sul bilancio partecipativo, alla quale aderisce il Comune di Udine, fa capo alla città di Porto Alegre (Rio Grande do Sul - Brasile).

Ma cosa si intende per  Bilancio Partecipativo? Il Bilancio Partecipativo è quella forma di governo della città che dà voce ai cittadini che, attraverso apposite assemblee, partecipano alle decisioni di allocazione delle risorse comunali. Una percentuale delle spese comunali possono essere decise da assemblee popolari che assumono potere deliberativo.

L'adozione di un sistema di bilancio partecipativo consente agli amministratori pubblici di riaprire nuove forme di dialogo con la cittadinanza e ai cittadini di riavvicinarsi alla politica. Sono diverse le esperienze di bilancio partecipativo che si stanno adottando sia in Europa che in America Latina e sono molteplici le buone prassi nei molti comuni che da anni hanno iniziato a sperimentarlo.

Con questo progetto il Comune di Udine ha appreso da città più esperte europee e latino-americane come fare progettare un bilancio partecipativo.

Il percorso formativo di è concluso con la conferenza "Costruiamo un comune fuori dal comune - proposte di bilancio partecipativo a Udine",  tenutasi il 31 maggio 2007 alle 18.00 in sala Ajace dove sono stati presentati i risultati del corso sul bilancio partecipativo ed esposti gli elaborati dei gruppi di lavoro, che durante i due laboratori finali hanno sviluppato alcune proposte di applicazione pratica dello strumento in oggetto nell'ambito della realtà udinese.

Il Comune di Udine, in collaborazione con la Confartigianato, ha ospitato dal 21 ottobre al l7 novembre 2013 il Temporary Fab Lab.

Alcuni locali comunali di via Stringher sono stati convertiti momentaneamente - da qui il termine Temporary Fab Lab - in uno spazio dotato di strumenti computerizzati per realizzare concretamente, in maniera flessibile e semi-automatica, un'ampia gamma di oggetti: dalle bottiglie di plastica a portaoggetti fino a qualunque oggetto di utilizzo quotidiano.

Un luogo in cui tutti possono progettare e realizzare i loro oggetti. Una piccola officina in grado di offrire servizi personalizzati di fabbricazione digitale, aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza, in particolare ai giovani e ai professionisti.

Numerose le attività e i workshop proposti per tre settimane dalla robotica alla progettazione di applicazioni, dall'utilizzo della piattaforma Arduino (strumento alla portata di tutti che permette di progettare oggetti che possono essere poi stampati) al 3D printing (la stampa di nuova generazione in grado di produrre oggetti reali). Ma anche laboratori di tecniche di programmazione avanzata e pratiche di lavoro collaborativo.

Nel corso degli anni sono state create due testate giornalistiche per promuovere le attività dell'Amministrazione comunale.
Udin e Conte - in italiano Udine racconta - ma anche Udine vale, Udine conta, per sottolineare come il notiziario intenda presentare gli esempi di eccellenza e di qualità della città.

Il notiziario è stato realizzato direttamente dall'Ufficio di Tutela e Valorizzazione della Lingua Friulana e dal Centro Redazionale, con una durata di sei minuti a puntata, caratterizzato da un montaggio veloce, con un "taglio" da news, ma comunque capace ad ogni puntata di affrontare tre servizi su attività, eventi, progetti dell'amministrazione, più una rubrica di presentazione degli appuntamenti della settimana.
Le puntate sono state trasmesse da febbraio 2009 a gennaio 2010 in modalità ascolto, visione del notiziario, leggendone contemporaneamente la trascrizione in un testo e seguendo così la corretta grafia "ufficiale" della lingua scritta.

Da gennaio 2005 a dicembre 2007 (10 numeri) è stato pubblicato ud.info, periodico bilingue friulano e italiano finanziato con i fondi della legge 482/1999 per la tutela delle minoranze linguistiche storiche.
Il titolo ud.info integra il nome friulano della città con l'estensione inglese dei siti informativi su internet per rappresentare la volontà di usare il friulano come veicolo di comunicazione pari all'italiano - senza escludere dall'approfondimento dei contenuti - per chi abita in città e non conosce la marilenghe.
Distribuito tramite posta, è il primo organo informativo in lingua friulana ad avere una diffusione capillare; oltre che nelle case delle famiglie udinesi, è stato distribuito nei principali uffici comunali, nelle scuole e nelle circoscrizioni.
Veicolato anche on-line.

Il barcamp è una non-conferenza "generata" dai partecipanti.
Secondo il motto "tutti partecipanti, nessuno spettatore", ogni barcamper contribuisce all'evento con un'idea, un progetto, una presentazione e partecipa all'organizzazione.

Il barcamp ha un tema, ma la scaletta non è stabilita a priori; i dettagli della giornata vengono condivisi tra i partecipanti.

I tavoli di lavoro:

  • comunicazione efficace;
  • quali tecnologie, quali strumenti;
  • organizzazione;
  • strumenti di collaborazione.

Il barcamp 14 ottobre 2011
Luogo: via Savorgnana, 14 - sede di Friuli Future Forum

Nei giorni 6 e 7 dicembre 2012, la città ha ospitato UDINE smart: due giorni di incontri e barcamp dedicati a cittadini, abitanti della rete,  imprese operatori della PA e istituzioni, un evento territoriale partecipato, nato con l'intento di  attivare pratiche innovative in grado di portare concrete  ricadute per lo sviluppo economico e sociale e per la crescita culturale della città.

L'evento si è concentrato sulle tecnologie emergenti a servizio dei cittadini e delle istituzioni pubbliche e private, sui temi dell'Agenda Digitale, come banda ultralarga, smart cities,  P.A. e scuola  2.0,  open data e quanto può contribuire alla diffusione della e-partecipation e allo sviluppo della sensibilità della Pubblica Amministrazione.

Agenda 21A scuola andiamo a piediCasa CavazziniImmagine coordinataInternet quotidianoLa nuova piazza XX SettembrePalazzo GiacomelliPiano marketing urbanoPiazzale Cella - nuova viabilitàProgetto CEC5Progetto FIL GUd - Felicità Interna Lorda della Gente di UdineProgetto Roma netProgetto SIGEAProgetto UrbalTemporary Fab LabUdin e conte - Ud.infoUdineBarcampUdinesmart