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 Tariffe e Tributi

Tutte le occupazioni permanenti e temporanee del suolo pubblico appartenente al demanio ed al patrimonio indisponibile sono soggette al canone OSAP, il quale viene quantificato sulla base delle tariffe contenute nel regolamento comunale per l'applicazione del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 181 del 29 novembre 1999, come modificato con deliberazioni del Consiglio comunale n. 184 del 19 dicembre 2000 e n. 148 del 21 dicembre 2001 e con deliberazione n. 15 del 15 febbraio 2010.

Sono altresì soggette al canone OSAP le occupazioni permanenti e temporanee degli spazi soprastanti e sottostanti il suolo pubblico, effettuate con manufatti di qualunque genere, compresi i cavi, le condutture e gli impianti, nonché le occupazioni di aree private sulle quali si sia costituita nei modi di legge la servitù di uso pubblico.

Il regolamento per l'applicazione del Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP), approvato con delibera consiliare del 29 novembre 1999 n. 181, è stato modificato a decorrere dal 1 gennaio 2010, con deliberazione consiliare n. 15 del 15 febbraio 2010.
La prestazione economica richiesta al cittadino perde la propria natura tributaria ed è ricondotta a corrispettivo di natura patrimoniale.

Sono soggette al canone le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, sulle vie pubbliche e su tutti i beni appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile del Comune di Udine nonché le occupazioni soprastanti e sottostanti il suolo medesimo.
Sono definite permanenti (e soggette a concessione) le occupazioni di carattere stabile, aventi durata non inferiore all'anno; sono temporanee (e soggette ad autorizzazione) le occupazioni di durata inferiore all'anno. Fanno eccezione i cantieri edili, che sono soggetti ad autorizzazione indipendentemente dalla loro durata.

Il canone è dovuto dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione, in proporzione alla superficie sottratta all'uso pubblico e lasciata alla sua disponibilità. Il titolare deve custodire la concessione od autorizzazione ed esibirla a richiesta del personale addetto ai controlli. In caso di smarrimento, è invitato a darne immediata comunicazione al Comune per il rilascio di un duplicato.
In mancanza di provvedimento autorizzativo, il canone dev'essere corrisposto da colui che occupa di fatto, anche abusivamente, il suolo pubblico.

Il territorio comunale è stato suddiviso in tre fasce (centrale, semicentrale e periferica), a ciascuna delle quali corrisponde una propria tariffa base giornaliera.
L'importo complessivo del canone è determinato moltiplicando la tariffa base per il coefficiente di valutazione economica dell'attività  esercitata, per i metri quadrati o lineari e per la durata dell'occupazione.
Le aree territoriali e le tabelle per il calcolo del canone sono riportate in calce alla presente guida.
Le superfici superiori a 1000 mq sono calcolate, per la parte che eccede questa soglia, nella misura del 10%.


Elenco delle aree e degli spazi pubblici

I Categoria
Tutte le vie, i viali, le piazze comprese nella zona del centro delimitata dalla circonvallazione e compresi viale Europa Unita, piazzale D'Annunzio, viale XXIII Marzo, viale Trieste, piazzale Oberdan, via F. Renati, via A. Caccia, piazzale Osoppo, viale S. Daniele, piazzale P. Diacono, viale G. B. Bassi, piazzale G. B. Cavedalis, viale Ledra, piazzale XXVI Luglio, viale Duodo, piazzale G. B. Cella, viale delle Ferriere, viale Volontari della Libertà  e piazzale Chiavris.

II Categoria
Tutte le vie, i viali e le piazze comprese nella zona delimitata dalle sottoelencate vie e dalla zona di prima categoria, e compresi viale Firenze, viale Venezia fino all'altezza di via Gabelli, via Gabelli fino all'incrocio con via S. Rocco, via S. Rocco fino all'altezza di via della Valle, via della Valle, via Attimis alla confluenza con via della Valle fino all'incrocio con via S. Osvaldo, via Fistulario angolo via S. Paolo, via Agrigento, confine linea ferroviaria fino all'altezza di via Marsala, via Marsala angolo via Melegnano, via di Brazzà , via Pradamano angolo via Buttrio, via Buttrio  angolo via Valeggio, via Valeggio angolo via Mameli, via Mameli angolo via del Bon, via del Bon angolo via  Polveriera, via Polveriera angolo via Fruch, via Fruch angolo via Cividale, via Cividale angolo via Brigata Re, via Brigata Re all'incrocio con via delle Acque, via delle Acque all'incrocio con via Planis, via Planis fino all'incrocio con via Monte Grappa, via Monte Grappa fino all'incrocio con via Gorizia, via Gorizia fino all'incrocio con viale Vat, viale Vat fino all'incrocio con via Montello, viale Tricesimo angolo via Maestri del Lavoro, via Maestri del Lavoro, via Feletto angolo via S. M. del Gruagno, via S. M. del Gruagno, via Friuli fino all'incrocio tra la stessa e via Chiusaforte, via Chiusaforte angolo via Freschi, via Freschi, via Cotonificio fino all'incrocio con via Pieri, via Martignacco fino all'incrocio con via della Faula, via della Faula, via Quarto, via M. Luzzato, via Martiri, piazzale Camposanto.

III Categoria
Tutte le vie ubicate al di fuori delle piazze e strade di prima e seconda categoria.

Per individuare la categoria interessata, è possibile ricercare la via o la piazza nella mappa sottostante. 

Chi intende occupare il suolo pubblico comunale (o gli spazi sovrastanti o sottostanti) deve presentare domanda in carta legale al Comune, specificando l'area, la misura, la durata dell'occupazione e l'uso che s'intende fare dello spazio concesso. Se l'occupazione è preordinata all'esecuzione di un'opera, questa dovrà essere descritta in modo dettagliato.

 Il provvedimento che autorizza l'occupazione è all'attualità rilasciato:

  • dal Servizio Viabilità e Protezione Civile, per scavi e lavori stradali;
  • dal Comando di Polizia Comunale, per tavoli, bancarelle, mercati settimanali, lavori edili;
  • dal Servizio Edilizia Privata, per tende infisse agli stabili, allacciamenti alla fognatura comunale.

Il richiedente può iniziare l'occupazione solo dopo il rilascio del provvedimento comunale, che deve avvenire entro trenta giorni (per le autorizzazioni) o sessanta giorni (per le concessioni) dalla presentazione della domanda.
In caso di richiesta incompleta o irregolare, l'Ufficio sospende i termini e richiede all'interessato le necessarie integrazioni. Se l'occupazione non può essere consentita, il Comune comunica all'interessato il proprio diniego motivato.
La modifica degli spazi autorizzati ed il subentro di altri soggetti sono possibili solo con l'assenso dell'Amministrazione.
La concessione od autorizzazione non può essere rilasciata a coloro che non siano in regola con il pagamento del canone di precedenti occupazioni della medesima o di diversa natura.

Coloro ai quali è concessa un'occupazione permanente, devono pagare il canone calcolato dall'ufficio anticipatamente al rilascio della concessione (per i cantieri edili, dall'autorizzazione). Per gli anni di occupazione successivi al primo, il canone va corrisposto entro il 31 gennaio; se però l'importo del canone supera 516,457 Euro, il concessionario può optare per il versamento rateale senza interessi in due rate uguali (31 gennaio, 31 luglio) o in quattro rate uguali (31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre dell'anno di riferimento).
In caso di rateazione, la prima rata del canone dovuto per il primo anno di occupazione è corrisposta anteriormente al rilascio dell'atto autorizzativo.

Nelle occupazioni permanenti il canone è calcolato per l'intero anno solare; se l'occupazione inizia o termina in corso d'anno, esso è dovuto in misura proporzionale al periodo di effettiva occupazione.

Se il titolare della concessione vuole chiederne il rinnovo, deve presentare istanza almeno trenta giorni prima della scadenza dell'occupazione, seguendo le stesse modalità previste per il rilascio della concessione originaria.
Coloro che realizzano un'occupazione temporanea, devono corrispondere il canone calcolato dall'ufficio anticipatamente al rilascio dell'autorizzazione. Il corrispettivo è dovuto per il periodo di occupazione autorizzato. La richiesta di rinnovo dell'autorizzazione dev'essere presentata non meno di dieci giorni prima della scadenza dell'occupazione temporanea.

Istruzioni per il pagamento:
Istituto di Credito: Poste Italiane S.p.A.
Intestatario conto: Comune di Udine COSAP - Servizio Tesoreria
Causale versamento:  "COSAP periodo _______"

Modalità di pagamento:

  • Bollettino postale, servizio home banking:
    c/c n. 000010649333;
  • Bonifico postale, bancario, online:
    IBAN IT16 K076 0112 3000 0001 0649 333.

L'Amministrazione comunale può sempre revocare, sospendere o modificare, per ragioni di pubblico interesse, il provvedimento che autorizza l'occupazione. Il canone è ricalcolato in relazione a tempi e spazi di effettiva occupazione e, se già  versato, viene rimborsato nella misura risultante dal nuovo conteggio.
Se il titolare del provvedimento vuole rinunciare all'occupazione, invia una comunicazione scritta al Comune, il quale provvede al rimborso del canone o maggior canone pagato.

Non tutte le occupazioni sono soggette a canone.
Oltre alle occupazioni effettuate dallo Stato e dagli Enti territoriali, sono infatti esenti:

  • balconi, verande, infissi stabili, tende da balcone, aste, insegne;
  • fioriere ed elementi di arredo urbano autorizzati dal Comune;
  • le occupazioni degli Enti pubblici, per finalità  assistenziali, previdenziali, sanitarie, culturali, ricreative e sportive;
  • i passi carrai, gli innesti e gli allacci ad impianti di erogazione di pubblici servizi, incluse le occupazioni realizzate con i lavori per l'esecuzione delle opere;
  • le occupazioni in favore di portatori di handicap;
  • le occupazioni occasionali non superiori all'ora;
  • le occupazioni per lavori appaltati dal Comune di Udine;
  • festoni, addobbi e luminarie per festività;
  • taxi;
  • segnali stradali, tabelle di stazioni e fermate, orologi di pubblica utilità;
  • iniziative a carattere politico (fino a 10 metri quadrati);
  • le occupazioni delle Federazioni ed istituzioni sportive, per manifestazioni agonistiche giovanili, purché non si protraggano oltre due giorni e non sussista scopo di lucro;
  • le occupazioni per la posa di contenitori per la raccolta di rifiuti urbani e di materiale destinato a procedimenti di recupero e/o riciclo;
  • le occupazioni effettuate per attività  religiose e sagre annuali.

Anche nei casi di esenzione del canone, è comunque necessario ottenere il provvedimento autorizzatorio del Comune.

Rimborsi

I cittadini possono richiedere, con apposita istanza, il rimborso delle somme versate e non dovute, per le occupazioni permanenti nel termine di cinque anni dal giorno del pagamento, ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione, e per quelle temporanee nel termine di dieci anni dal pagamento.
Allo stesso termine di prescrizione di cinque anni per le occupazioni permanenti e di dieci per quelle temporanee soggiace il diritto del Comune alla riscossione del canone dovuto.

Sanzioni
Il pagamento del canone oltre i termini previsti, nonché, il parziale od omesso pagamento del canone, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 ad € 500,00, delle spese di notificazione di procedimento, nonché, degli interessi legali sulle somme dovute a titolo di canone.

Il mancato pagamento del canone nelle occupazioni permanenti determina l'avvio del procedimento didecadenza della concessione od autorizzazione.
Le occupazioni abusive sono soggette al pagamento di una indennità pari al canone maggiorata del  30% e della sanzione amministrativa pecuniaria il cui minimo edittale coincide con l'indennità  e il massimo edittale corrisponde al suo doppio. Sono considerate abusive le occupazioni realizzate senza alcun titolo, quelle protratte dopo la decadenza, revoca o rinuncia alla concessione/autorizzazione e quelle effettuate in difformità al provvedimento autorizzativo.
Sono classificate permanenti le occupazioni abusive realizzate con impianti o manufatti di carattere stabile. Le occupazioni abusive temporanee, salvo il caso di decadenza, si considerano effettuate dal trentesimo giorno antecedente la data del verbale di accertamento.
L'Ufficio controlla la tempestività e la regolarità dei versamenti del canone sulla base degli elementi risultanti dal provvedimento di concessione/autorizzazione ed, ove necessari, di accertamenti tecnici in loco. In caso di tardivo, parziale od omesso versamento, notifica al soggetto obbligato un verbale di accertamento con l'indicazione degli estremi della violazione commessa e invita a corrispondere entro 60 giorni dal ricevimento gli importi evasi, le sanzioni amministrative pecuniarie e gli interessi. In caso di mancato pagamento il recupero del credito avviene mediante procedimento di ingiunzione fiscale ai sensi del R.D. 14 aprile 1910 n. 639.

I provvedimenti amministrativi inerenti il procedimento di occupazione del suolo pubblico (ad esempio, il diniego all'occupazione, la revoca, l'accertamento della decadenza) possono essere impugnati dagli interessati dinanzi al giudice amministrativo (TAR).
Sui provvedimenti di determinazione ed applicazione del canone e delle sanzioni, stante la natura patrimoniale della nuova entrata, è competente il giudice civile.
Un utile strumento per evitare il contenzioso tra il Comune ed il cittadino è costituito dalla facoltà  di autotutela, che consente agli uffici comunali di poter correggere o revocare propri atti ritenuti non conformi alle norme di legge o di regolamento. L'interessato può in qualunque momento, prima che l'atto sia divenuto definitivo, presentare all'ufficio che lo ha emesso, entro 30 giorni dalla notifica, istanza di autotutela - in carta libera e senza formalità legali - con la quale indicare elementi a sé favorevoli e chiedere un riesame della propria posizione.

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